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Polizia di Trapani: arresti domiciliari per tre persone accusate di furto aggravato

Audrey Vitale

Polizia di Trapani: arresti domiciliari per tre persone accusate di furto aggravato

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venerdì 04 Aprile 2014 - 18:19
Polizia di Trapani: arresti domiciliari per tre persone accusate di furto aggravato

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Questa mattina, il personale della Polizia di Stato, in servizio presso la IV Sezione della Squadra Mobile di Trapani, deputata alla repressione dei reati contro il Patrimonio, ha dato esecuzione all’Ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Trapani (D.ssa D. Fontana), su richiesta della locale Procura della Repubblica (PM Dr Andrea Tarondo), a carico di: Li Mantri Francesco, classe 69’, resosi responsabile in concorso, del reato di rapina aggravata; Roccia Vito, classe 83’ resosi responsabile, in concorso, del reato di furto aggravato; Pala Michele, classe 54’, resosi responsabile, in concorso, del reato di furto aggravato. Il 15 marzo 2013, le indagini avevano permesso l’arresto dei pregiudicati Beone Giovanni,  Verdone Luigi,  Marrone Giuseppe,  Patti Antonio e Amato Giuseppe Vittorio, tutti palermitani, colti nella flagranza del reato di rapina aggravata e sequestro di persona. I malviventi, al fine di riuscire nel loro intento, avevano simulato di essere appartenenti alla Guardia di Finanza, indossando giubbotti riconducibili a quel Corpo ed apponendo sul veicolo in loro uso, un lampeggiante simile a quello in dotazione alle forze di polizia. In tal modo erano riusciti, simulando di dover effettuare una perquisizione, ad entrare nell’abitazione delle vittime, situata nel quartiere San Giuliano di Trapani e, sotto la minaccia delle armi,  si erano fatti consegnare dai quattro componenti di quel nucleo familiare la somma di euro 940,00. Successive ed approfondite indagini hanno consentito, altresì, di tratte in arresto, nel successivo mese di luglio 2013, Giuseppe Di Maggio ed Emanuele Li Mantri, rispettivamente di cinquantasei e ventidue anni, i quali, insieme ad un altro soggetto indagato a piede libero, avevano fornito ai complici palermitani l’indispensabile supporto logistico, informativo ed operativo per la realizzazione della rapina, procurando dettagliate indicazioni sulle vittime, sulle loro abitudini di vita, e sulle disponibilità economiche. A completamento dell’attività investigative intrapresa, si è avuto modo di accertare che l’odierno arrestato, Li Mantri Francesco, aveva, anch’egli, contribuito alla pianificazione della rapina in argomento, unitamente al figlio. Le indagini avviate sul grave fatto delittuoso hanno, altresì, permesso di fare piena luce su altri reati contro il patrimonio verificatisi e commessi da soggetti, a diverso titolo, legati agli autori della rapina in argomento. In tal modo, è stato individuato in Roccia Vito l’autore di un furto aggravato commesso in questo centro, nel mese di aprile 2013, ai danni di un esercizio commerciale dedito alla vendita di pneumatici. In quella circostanza, il suddetto malvivente, unitamente ad altri complici, dopo aver forzato la saracinesca di quell’attività, aveva sottratto la somma di euro 20mila euro in denaro contante. Michele Pala e Giuseppe Di Maggio, la notte tra il venerdì ed il sabato Santo, quando era in corso la storica processione dei “Misteri”, si erano impossessati della corona della statua della Madonna, collocata all’interno della Chiesa Parrocchiale ‘Nostra Signora di Fatima’. Si sottolinea, infine, che la misura cautelare degli arresti domiciliari a carico di Li Mantri Francesco, è stata eseguita da operatori dalla Squadra Mobile di Ravenna dato che il soggetto si trovava li.

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