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Candidature a sindaco: ad Alcamo nascono nuovi movimenti, ma la regia è sempre la stessa. L’ex sindaco Scala lancia un nuovo soggetto politico

redazione

Candidature a sindaco: ad Alcamo nascono nuovi movimenti, ma la regia è sempre la stessa. L’ex sindaco Scala lancia un nuovo soggetto politico

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mercoledì 09 Marzo 2016 - 14:03
Candidature a sindaco: ad Alcamo nascono nuovi movimenti, ma la regia è sempre la stessa. L’ex sindaco Scala lancia un nuovo soggetto politico

Sale a dieci il numero delle forze politiche intenzionate a competere per le prossime amministrative, sostenendo un proprio candidato a sindaco. L’ultima creazione politica si chiama “Alcamo Futura” di Giacomo Scala

“Un’altra storia è possibile” è lo slogan del movimento “Alcamo futura”, nato dall’accordo Sicilia Futura-Nuova Presenza ed è il segnale del ritorno in politica in città di Giacomo Scala. Qualche ora prima del lancio del suo nuovo progetto politico, l’ex sindaco ha espresso il suo disappunto nei confronti delle dichiarazioni rilasciate, in un intervista ad un quotidiano on line, dal coordinatore del PD alcamese Massimo Ferrara. Infatti, Ferrara ha dichiarato di avere svolto il ruolo di “tutor” di Scala durante il primo mandato del suo “vecchio” compagno di partito. Dopo la fuoriuscita dal PD, Giacomo Scala è confluito nel movimento regionale Sicilia Futura che ha dato vita, per l’appunto, al nuovo soggetto politico che fa balzare a dieci il numero dei movimenti intenzionati a presentarsi alle prossime elezioni amministrative. L’ex sindaco, attualmente, vanta l’appoggio del consigliere Francesco Rimi di Nuova Presenza. Non è ancora chiaro se a rappresentare l’alleanza tra le due forze politiche sarà proprio l’ex primo cittadino. Rimi, infatti, ci ha dichiarato che potrebbero essere messe a punto delle primarie di coalizione. Ma si attendono altri colpi di scena. Infatti, secondo alcune indiscrezioni, in questi giorni è stata avanzata una proposta di candidatura a sindaco all’avvocato Giuseppe Benenati, che nel 2007 aveva rappresento la coalizione di centro destra, sconfitta al ballottaggio proprio da Giacomo Scala. Però, sia Rimi sia Benenati, da noi contattati, hanno smentito categoricamente questa prospettiva.

Comunque, altre organizzazioni politiche hanno già avanzato una simile richiesta all’avvocato alcamese. Infatti, un’offerta in tal senso sarebbe giunta sia dal deputato regionale del PD, Paolo Ruggirello, che dal PSI, entrambi delusi dalla decisione del Partito Democratico alcamese di escludere dalla competizione alle primarie Giuseppe Benenati, a seguito dell’imbarazzo scaturito da “l’affaire” nel quale è stato coinvolto lo stesso avvocato, ritiratosi a causa di una tessera del partito mai registrata. Dunque, il PD, sbarrata definitivamente la strada ad altri pretendenti alle primarie di partito, ha “incoronato” ufficialmente l’ex presidente dell’associazione “Le Strade del vino Alcamo Doc”, Vincenzo Cusumano, domenica pomeriggio all’Hotel Centrale. La discesa in campo di Cusumano è avvenuta grazie al sostegno di Città Attiva, un’associazione che ha curato, nel gennaio scorso, un evento dei democratici dal titolo “100 cose buone (ma non dette n.d.r.) che faranno crescere Alcamo”. Sempre nello stesso periodo, i dirigenti del partito erano riusciti a mitigare i malumori interni, in particolare quelli provenienti dai giovani che chiedevano da mesi un rinnovamento nelle fila del PD alcamese. Risultato, evidentemente, ottenuto con la collocazione al vertice dei giovani democratici di Gabriele Morrone che ha sostituito Salvatore Cangemi, diventato a sua volta segretario provinciale dei giovani del partito. Cangemi, in un primo momento papabile candidato alle primarie in rappresentanza degli “under”, avrebbe fatto un passo indietro per evitare collisioni “familiari”, visto i suoi legami con l’avvocato Saro Lauria, storicamente all’opposizione del centro-sinistra, sostenuto da “Rivoluzione alcamese” di Franco Orlando.

Nel calderone politico alcamese vi è, invece, chi sembra aver cambiato idea nei confronti del PD ed è il consigliere Alessandro Calvaruso, ex assessore della giunta Scala. Dopo essere traghettato all’opposizione, nella precedente amministrazione di centro-sinistra guidata da Bonventre, è stato protagonista sui social, insieme al piddino Gianluca Abbinanti, di una serie di commenti a difesa dell’operato delle precedenti giunte della città, presiedute da entrambi, e attaccate dai 5 stelle per la carenza dei fondi destinati in passato alle scuole di Alcamo. Il consigliere Calvaruso è stato anche uno dei primi politici a lanciare la sua candidatura a sindaco con la lista civica “La tua città”, ribadendo che il suo è un progetto tecnico.

Anche il consigliere Caldarella ha deciso di scendere in campo attraverso la “Lista Ignazio Caldarella. Insieme si può”. Caldarella è in politica dal 1985. In questi trent’anni ha ricoperto il ruolo di consigliere comunale, mentre per soli due anni è stato assessore ai lavori pubblici. Dunque, Caldarella, famoso in città per le diverse occupazioni dell’aula consiliare, sembra aver deciso di non lasciare l’attività politica e fare largo ai giovani.

Nessuna notizia certa, invece, giunge dai pentastellati. In questi mesi, sulla stampa locale si sono succeduti diversi nomi di papabili candidati a sindaco, mai smentiti. Inizialmente, è stato diffuso il nome di Antonio Lombardo, avvocato e storico attivista del movimento. In seguito, quello dell’infermiere Piera Calamia, nota ad Alcamo per il suo servizio prestato al SERT. Ultimo nominativo, apparso sulle pagine dei giornali on line, è stato quello dell’avvocato Domenico Surdi, conosciuto in città per avere fondato il festival indipendente “Nuove Impressioni”, che quest’anno giungerà alla sua ottava edizione. Non è ancora rimbalzato sui media il nome di Filippo Salato, prossimo alla laurea magistrale in giurisprudenza, spesso moderatore dei Meetup e in prima linea durante il sit-in al Collegio dei Gesuiti contro l’assegnazione del bando del Caffè Letterario. Forse, proprio per essere stato così in vista negli ultimi mesi ha suscitato la curiosità di diversi cittadini che, domenica scorsa, soffermandosi davanti al banchetto informativo dei 5 stelle sul referendum contro le trivellazioni petrolifere, hanno cercato riscontri in merito. La linea del movimento è stata la stessa finora: né conferme né smentite. La deputata Valentina Palmeri ha ribadito, in una recente intervista, che la scelta del candidato sindaco verrà fuori da una rosa di nomi e che il movimento, attualmente, è impegnato nella realizzazione del programma attraverso i c.d. cluster, la cui partecipazione è aperta a tutti i cittadini alcamesi.

Hanno fatto parlare di sé, per una polemica nata proprio con il M5S sull’utilizzo del suolo pubblico di Piazza Ciullo, “I coraggiosi” di Gaspare Noto (ex Pd) e Mimmo La Monica, il movimento politico lanciato dal deputato Fabrizio Ferrandelli. Certamente, formeranno una lista ma non vi sono ad oggi conferme riguardo un eventuale partecipazione alla competizione elettorale attraverso un proprio candidato sindaco.

Anche in casa ABC si è deciso di intervenire con il proprio simbolo. Si bisbiglia un testa a testa, per la candidatura a sindaco, tra l’uscente consigliere comunale Sebastiano Dara e Niclo Solina. In questo momento, tutte le energie del movimento vengono impiegate per stilare il programma nei gruppi di lavoro.

Noto ai più è, invece, il candidato di “Progetto Alcamo” Antonino Vallone, recentemente presentatosi alla città, in netto contrasto con MODI, il movimento culturale che si è distaccato dalla linea politica intrapresa dal gruppo rappresentato dal teologo alcamese.

Secondo alcune voci, non confermate, nelle prossime ore potrebbe salire addirittura ad 11 il numero delle forze politiche che si contenderanno il futuro governo della città: “Diventerà Bellissima”, un’ideazione di Livio Marrocco e Nello Musumeci potrebbe essere l’ultima “novità” della settimana. Difficile capire, allo stato attuale, se questo exploit di organizzazioni politiche sia scaturito perché ciascun movimento vuole rivendicare davvero una propria discontinuità rispetto al passato, oppure, sia in realtà emerso solo perché ognuno vuole “contare” nella lotta per il potere. Non è da escludere che alle prossime amministrative potremmo assistere ad un teatrale “tutti contro tutti”. I principali protagonisti della scena politica, infatti, non mutano mai. La regia, poi, è sempre la stessa. Speriamo che almeno stavolta la trama sia diversa.

Linda Ferrara

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