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Turano sale e D’Alì scende: il borsino della politica trapanese

redazione

Turano sale e D’Alì scende: il borsino della politica trapanese

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venerdì 01 Dicembre 2017 - 10:09
Turano sale e D’Alì scende: il borsino della politica trapanese

Nella mappa del potere politico in provincia di Trapani, Mimmo Turano è sicuramente il personaggio che ha scalato più posizioni nelle ultime settimane. Contro ogni pronostico ha assemblato una lista capace di raggiungere un risultato lusinghiero alle ultime regionali, imbarcando uomini e donne d’esperienza (da Peppe La Porta a Eleonora Lo Curto) senza fare troppo lo schizzinoso sulla sincerità della loro scelta di campo. Poco lo ha intaccato il sostegno dato dall’Udc al governo Crocetta, perchè rispetto a quell’esperienza il parlamentare alcamese si è sempre tenuto a distanza di sicurezza, scegliendo la linea del deputato “di lotta e di governo”. Un’opera di equilibrio politico che lo ha portato con grande naturalezza a passare dal centrosinistra al centrodestra senza destare particolare impressione nell’opinione pubblica e incassando persino la benedizione dell’ex avversario del 2012, Nello Musumeci, che adesso lo ha indicato nella sua squadra assessoriale. A Turano è stata assegnata la delega alle attività produttive: gli toccherà rispolverare i libri di economia accantonati dopo la laurea in giurisprudenza per cercare di dare una mano alle eccellenze che scommettono sull’internazionalizzazione dei loro prodotti, alle imprese siciliane che cercano di sopravvivere alla crisi economica e alla burocrazia, ai giovani che vogliono dar vita a nuove start up mettendo a frutto i propri studi e la propria carica innovativa.

Di fronte a un Turano che cresce e che raccoglie il testimone da Baldo Gucciardi (unico trapanese tra gli oltre 50 assessori nominati in 5 anni da Rosario Crocetta) c’è un Antonio D’Alì che alza i toni per la mancata nomina assessoriale del suo pupillo Giuseppe Guaiana. Quella del senatore trapanese sembra ormai una discesa inesorabile nella piramide del potere politico trapanese, in cui per tanti anni ha occupato comodamente una posizione di privilegio. Tra i guai giudiziari e il declino del suo mentore Silvio Berlusconi, gli spazi d’azione si sono notevolmente ridotti per il senatore, che la scorsa primavera si è ritrovato contro ogni pronostico fuori dal ballottaggio alle amministrative trapanesi. Nelle prossime settimane cercherà di giocarsi le sue carte con i dirigenti nazionali di Forza Italia per avere un risarcimento per sé o per il suo gruppo dopo la delusione incassata per la scelta di Musumeci. Non dovesse riuscirci, la sua posizione ne risulterebbe irrimediabilmente indebolita e si aprirebbero praterie per il marsalese Stefano Pellegrino, che nei giorni scorsi ha lanciato la propria sfida per un cambiamento radicale all’interno del partito. Nel frattempo Turano e D’Alì si ritroveranno a breve a condividere nuove riunioni tra i vari soggetti che compongono la coalizione di centrodestra. Fa impressione pensare che le facce saranno in gran parte uguali a quelle che nel 2001 si preparavano alla campagna elettorale del 61 a 0.

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