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Alberto Di Girolamo: “Per le province occorre tornare al voto dei cittadini, la Regione destini i soldi ai territori”

Gaspare De Blasi

Alberto Di Girolamo: “Per le province occorre tornare al voto dei cittadini, la Regione destini i soldi ai territori”

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venerdì 31 Maggio 2019 - 06:57
Alberto Di Girolamo: “Per le province occorre tornare al voto dei cittadini, la Regione destini i soldi ai territori”

Dopo la decisione dell’Assemblea Regionale Siciliana, che un po’ a sorpresa, ha deciso di rinviare per un altro anno il voto per le elezioni provinciali, si sono susseguiti commenti e prese di posizione da parte del mondo politico. Abbiamo raccolto quella del sindaco di Marsala.

Alberto Di Girolamo, da più parti si era ventilata l’ipotesi che lei potesse essere il candidato del centrosinistra alla presidenza della Provincia regionale di Trapani che come si sa, verrà eletta con un voto “indiretto”. Ovvero, a rinnovare gli organismi saranno i sindaci e i consiglieri comunali. E adesso?

Questa proposta non era venuta certamente da me, anzi. Io ritengo che un sindaco, non importa se di una Città piccola o grande, debba fare soltanto il sindaco, perché gli impegni che ha sono talmente tanti che non gli permettono di sommarne altri. Poi il problema delle province regionali non è di individuare chi li governa”.

E allora qual’è?

E’ quello di capire se la Regione vuole stanziare i fondi per le competenze, o lasciare morire i territori come purtroppo sta accadendo. Il Commissario o il Presidente che sia, se non ha a disposizione le somme necessarie non potrà fare fronte alle esigenze, per esempio, delle strade provinciali sempre più dissestate, alle necessità delle scuole superiori che per competenza dipendono dalle ex province”.

Quindi qual è la sua posizione?

Mi verrebbe da dire che consiglio ai funzionari o ai dirigenti che venissero scelti dal Governo regionale per ricoprire la carica di Commissario, di rinunciarvi. Senza soldi il loro lavoro è inutile. Così come risulta arduo ai sindaci fare fronte a competenze non proprie sapendo che non serve battere il classico pugno, se chi deve ascoltare è sordo”.

Certo però che si pone anche un problema politico. Come mai la Regione Sicilia tarda a mettere in moto il meccanismo di ripristino della democrazia?

Per quello che mi riguarda sono contrario alla soluzione pasticciata che si presenta con l’elezione di secondo grado. Alle urne vanno chiamati i cittadini e se è un problema di risparmio si potrebbe diminuire il numero dei Consiglieri e i loro eventuali emolumenti. Ma ripeto, è un falso problema; occorre che la Regione trasferisca i fondi necessari per affrontare e risolvere le questioni che per competenza sono assegnate ai Liberi Consorzi”.

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