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Cala l’influenza, ma i medici: “Comportatevi come se aveste il Coronavirus”

redazione

Cala l’influenza, ma i medici: “Comportatevi come se aveste il Coronavirus”

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lunedì 30 Marzo 2020 - 12:17
Cala l’influenza, ma i medici: “Comportatevi come se aveste il Coronavirus”

Davide Lembo, docente al dipartimento di Scienze cliniche e biologiche dell’Università di Torino, dove dirige il Laboratorio di virologia molecolare e ricerca antivirale ha affermato: « La doverosa premessa consiste nel dire che una diagnosi può essere fatta solo eseguendo i test da laboratorio. Però, al netto di questa sentita raccomandazione visto che la curva epidemica dell’influenza stagionale è calante mentre quella del Covid-19 è probabilmente al suo apice, è plausibile ipotizzare che in questi giorni una quota significativa di sintomi simil-influenzali sia dovuta all’infezione da coronavirus».


«L’influenza stagionale ad oggi non è totalmente sparita, anche se gli ultimi dati ci dicono che il picco è stato ampiamente superato e il livello di incidenza raggiunto si colloca all’interno della “soglia di bassa intensità”».


Quello di comportarsi come si fosse positivi al Coronavirus in caso di sintomi influenzali come se «È un suggerimento ragionevole anche se non cambia la sostanza di quello che già viene consigliato: isolamento sociale e quarantena qualora si avvertissero dei sintomi simil-influenzali. In casi di convivenza con altre persone, attendendo conferme di tipo diagnostico, è comunque indispensabile indossare una mascherina e attuare un’attenta pulizia degli ambienti».


Di fronte al Covid-19 in questo momento, conclude il professore, «Siamo di fronte a tre scenari d’incertezza. Il primo: non sappiamo se chi ha già contratto il virus può essere suscettibile ad una nuova infezione. Il secondo: non possiamo prevedere la diffusione del virus nei mesi caldi. Il terzo riguarda l’eventuale adattamento del virus all’uomo, che a lungo termine potrebbe anche portare ad un’attenuazione dell’aggressività facendolo diventare un’infezione simile, per esempio, al raffreddore. Sebbene questa ultima ipotesi sia plausibile da un punto di vista virologico, ad oggi non esistono elementi per sbilanciarci».

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