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Malasanità: “Niente bombola di ossigeno in provincia”. L’odissea di una famiglia marsalese

redazione

Malasanità: “Niente bombola di ossigeno in provincia”. L’odissea di una famiglia marsalese

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lunedì 15 Giugno 2020 - 15:12
Malasanità: “Niente bombola di ossigeno in provincia”. L’odissea di una famiglia marsalese

Una storia di malasanità è accaduta in queste ore a Marsala. Una storia che denota come la situazione nelle strutture ospedaliere del territorio e più in generale del sistema sanitario nel post-Covid non sia affatto delle migliori anzi, manifesta delle falle enormi quando si presentano dei casi seri.

Una donna di 87 anni, Paola Rosa Giovanna Fici, ha subìto la frattura dell’anca. Una cosa comune, purtroppo a una certa età, se non fosse per tutto quello che è accaduto dopo: una vera e propria odissea tragica. A raccontarci la storia è una nipote, Clara Marino: “Il medico in ospedale, quando abbiamo portato mia nonna al Paolo Borsellino, ci aveva detto che potevamo riportarla a casa perchè o in ospedale o nella sua abitazione era lo stesso ai fini della degenza. Ma dopo 15 giorni ieri mia nonna ha iniziato a vomitare ed è peggiorata di ora in ora – ci dice Clara -. Ho chiamato il medico di famiglia, la guardia medica, il 118. Addirittura il 118 mi ha detto che in Pronto Soccorso era arrivato un sospetto caso di Covid-19 (poi smentito, n. d. r.)”.

La signora Paola ha iniziato ad avere un grado di saturazione di ossigeno prima del 99%, “… la dottoressa Savona del 118, mi scrive nel referto medico che ha bisogno della bombola di ossigeno e dopo varie ricerche nelle farmacie di turno e diverse telefonate, scopriamo che non c’era una bombola di ossigeno in Provincia di Trapani. O meglio. C’erano a Marsala tre farmacie di turno, Ardizzone, Pellegrino e Alagna di contrada Pispisia, ma avevano tutti le bombole scariche, non per colpa loro. Causa Coronavirus ci sono stati dei ritardi per ricaricarle. Gli stessi farmacisti, in maniera molto gentile, si sono messi a disposizione, chiamando altri colleghi della Provincia e nessuno aveva una bombola d’ossigeno. Dopo altre telefonate, ne hanno trovata una a Palermo, ma la situazione continuava a peggiorare, non c’era il tempo di andare fino a Palermo, la nonna stava entrando sempre più velocemente in uno stato soporifero, respirava a fatica“, racconta.

Nessuna bombola di ossigeno in tutta la Provincia di Trapani o almeno secondo le primissime ricerche peraltro effettuate da farmacisti deputati a farlo. E pensare che l’Accordo Collettivo Nazionale per la disciplina delle farmacie afferma: “Non esistono limiti nella fornitura di ossigeno terapeutico F.U. nella forma gassosa. Per la forma liquida la prescrizione a carico del SSN è limitata ai soggetti affetti da insufficienza respiratoria cronica in ossigenoterapia a lungo termine. Le bombole di ossigeno possono essere fornite direttamente al domicilio del paziente da parte del grossista, ma la ricetta deve essere spedita dal farmacista in farmacia, nel senso che la ricetta deve essere in farmacia e il farmacista deve controllare che la fornitura al paziente sia effettivamente relativa a Ossigeno terapeutico” (vedi http://www.fcr.re.it/accordo-collettivo-nazionale-per-la-disciplina-dei-rapporti-con-le-farmacie). Per il vero Federfarma, la Federazione dei Farmacisti italiani, ha più volte negli anni e non solo ad inizio pandemia, denunciato il disservizio nella fornitura dell’ossigeno chiedendo un tavolo tecnico con il Ministero della Salute e l’Aifa, in quanto le ditte produttrici non avevano bombole di ossigeno sufficienti e “essendo la materia ancora incerta e il prezzo di rimborso contenuto”, non avevano intenzione di investire nell’acquisto di nuove bombole (vedi https://www.ordinefarmacistiroma.it/federfarma-ossigeno-disservizi-nelle-forniture-serve-un-tavolo/).

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