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Morto di Covid.. senza averlo. La storia di Pinello

redazione

Morto di Covid.. senza averlo. La storia di Pinello

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venerdì 13 Novembre 2020 - 10:50
Morto di Covid.. senza averlo. La storia di Pinello

Oggi in Italia, anche sei non hai il Covid puoi morire di Covid. “E com’è possibile?” direte voi e invece, vi dico io, è possibile e forse, succede ogni giorno.

Mio zio Pinello, un uomo un po’ “sui generis”, un po’ solo e un po’ solitario, era un uomo che dalla vita non aveva avuto molto: nessuna donna che lo aspettava a casa la sera, nessun figlio che avesse allietato le sue giornate, poche risate, poca gioia, diciamolo pure. Pinello prendeva la sua bicicletta, tutti i giorni, attraversava le strade della sua città che amava (anche se ogni tanto fingeva di odiarla), spesso lo trovavi mentre parlava da solo, perso tra i suoi pensieri; altre volte si fermava a chiacchierare con qualche conoscente. Era un uomo buono anche se un po’ arrabbiato con la vita e con gli altri: alcuni gli volevano bene, altri non lo capivano.

Ma una cosa è certa: Pinello non doveva morire e non voleva morire. Eppure stamattina, tutti noi, gli abbiamo dato l’ultimo saluto.

Succede che nostro zio “strano”, un po’ buffo e un po’ “lamentoso”, sabato si è sentito male. Diceva di non poter respirare e si spaventa molto…già, si spaventa! Perché Pinello aveva già avuto un infarto ed era stato operato al cuore. Così chiama sorella e cognato e gli dice di sentirsi male. Arriva l’ambulanza e l’equipe medica, venuta a conoscenza dei problemi cardiaci, tra smorfie di disapprovazione e qualche parola di rimprovero, scrive su un foglio che si tratta di un “attacco di ansia”; niente di che insomma! E fa entrare il paziente nel “circuito del Covid”, pur in assenza di febbre, tosse ed altri sintomi ad esso collegabili: così viene fatto il tampone, che risulta negativo.

Passa qualche giorno e Pinello martedì mattina alle 6.00 si sente male e questa volta il dolore è più forte. Così Pinello, che vive solo, chiama ancora sorella e cognato e dice di non riuscire a respirare. La sorella lo troverà con la bava alla bocca, mentre lui dice di sentir freddo e di sentirsi morire. Così chiamano l’ambulanza che arriva a casa dopo 35 minuti, più 5/10 minuti impiegati per indossare i dispositivi di protezione individuale. Sì, avete capito bene, salgono dopo 45 minuti circa!

Quando arrivano Pinello si è già accasciato a terra, ed è già spirato tra le braccia di sua sorella. I medici, con la tuta di protezione, potranno solo constatare la sua morte.

Pinello oggi non c’è più. Ultimo tra gli ultimi: la fortuna non è mai stata dalla sua parte.

E noi familiari restiamo qui, increduli di fronte ad una morte che in altri periodi si sarebbe evitata! Senza avere, forse, un colpevole con cui prendercela, perché colpevole è l’intero sistema. Perché se oggi è difficile accettare di morire di Covid, ancora più inaccettabile è morire per il Covid, senza averlo contratto.

Ciao Pinello.

Stefania Pellegrino

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Un commento

  1. Forse ultimo fra gli ultimi ma, ricordo nelle poche volte che capitava di scambiare qualche parola, così, tranquillamente, fumando una sigaretta, gli luccicavano gli occhi parlando di sua sorella. Era orgoglioso di questa donna che così amorevolmente si prendeva cura di lui e, sicuramente per questo Pinello non si era mai sentito l’ultimo fra gli ultimi.

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