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Carte da gioco siciliane, tra simbolismo e tradizione

redazione

Carte da gioco siciliane, tra simbolismo e tradizione

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giovedì 21 Gennaio 2021 - 12:23
Carte da gioco siciliane, tra simbolismo e tradizione

La Sicilia si offre a chi la scopre per la prima volta come una terra ricca di colori, sapori e tradizioni millenarie, dove l’odore del mare si mescola a quello dell’albero di carrubo, e ogni angolo dell’isola sembra raccontare la sua storia. Dalla granita con la brioscia alle tradizionali arancine di S.Lucia, dai carretti siciliani ai templi e teatri greci.

Colorate come la terra che le ispira, le 40 carte da gioco siciliane sono una presenza immancabili delle serate in famiglia e dei pomeriggi tra amici: ripartite nei 4 semi della tradizione spagnola, coppe, denari, bastoni e spade. Solo in Italia ci sono decine di mazzi di carte diversi, tutti di 40 carte e ispirati ai vecchi tarocchi, ma nel mondo sono tanti i mazzi di carte curiosi e dalle forme insolite.

Origine delle carte da gioco siciliane

Le carte da gioco siciliane sono dunque un derivato dei Tarocchi, da cui traggono gran parte del simbolismo tradizionale, sebbene nel corso del tempo abbiamo perso alcuni elementi come l’otto, il nove e il dieci, sostituiti nel Medio Evo da tre nuove figure: donna, cavaliere e re. Ciò che contraddistingue le tipiche carte sicule è il significato allegorico che viene associato a ogni carta, una tradizione che possiamo ritrovare ancora oggi nella lettura dei tarocchi. Ad esempio, al sette di denari viene attribuito un significato positivo come una vincita, il cinque di coppe indica narcisismo e arroganza, l’asso di bastoni la virilità o il 3 di denari che rappresenta una nuova opportunità e racchiude il simbolo per eccellenza dell’isola, ovvero la trinacria. Interessante anche l’associazione dei 4 semi con le diverse classi sociali: la coppa rappresenta gli ecclesiastici, la spada è il simbolo dei nobili, il bastone indica la classe popolare, mentre i denari identificano la classe borghese.

I giochi più popolari con le carte siciliane

Quando si pensa alle carte da gioco siciliane, le prime immagini che vengono alla mente sono emozionanti partite a briscola e scopa, i passatempi per eccellenza di milioni di italiani in ogni stagione. Ma ci sono tanti altri giochi che possono essere svolti utilizzando questo semplice mazzo di carte.

Il Cucù

Nel gioco del Cucù, a ogni giocatore viene data una carta che può essere scambiata con il giocatore seduto alla destra, a meno che non sia in possesso di un Re e in quel caso dovrà esclamare Cucù. Alla fine del giro quello con la carta più bassa sarà giudicato perdente.

Sette e mezzo

Un altro svago molto popolare è un antenato del Blackjack. In questo gioco infatti ogni figura vale mezzo punto, a eccezione del Re di denari a cui viene attribuito un valore variabile. Ogni giocatore riceve una carta e può scegliere se “stare” oppure “chiamare” un’altra carta. Non bisogna dimenticare che l’obiettivo del gioco è quello di avvicinarsi a 7 e mezzo, oppure superare il punteggio del mazziere. Qui la memoria gioca un ruolo importante, in quanto è fondamentale ricordarsi le carte uscite per conoscere quelle che si possono ricevere, senza dimenticarsi che il rischio di “sballare” è sempre dietro l’angolo.

Zecchinetta

Questo gioco ha origini piuttosto antiche e risale al 1500, periodo in cui, proprio i lanzichenecchi lo diffusero in Italia. Il fatto che preveda delle carte scoperte sul tavolo, ha portato molti a identificarlo come un antenato del poker odierno: nella realtà le differenze tra questi giochi sono molte. Nella versione originale della zecchinetta venivano utilizzati 3 mazzi di carte, mentre nella versione più moderna è uso comune utilizzarne uno solo, per semplificare le partite. Inizialmente tutti i giocatori effettuano una scommessa, dopodiché il mazziere pone una carta alla sua sinistra (per i giocatori) e una alla sua destra (per il banco). Qualora le due carte dovessero possedere un valore uguale, il banco vince subito le scommesse. Viceversa, si continuerà a estrarre le carte una alla volta finché non uscirà una carta dal valore uguale a una delle prime due, che decreterà a chi andrà la posta o chi dovrà pagare. La fama di questo gioco ha fornito uno spunto al compianto scrittore Leonardo Sciascia che nel suo capolavoro “Il giorno della civetta” ha affibbiato il nome di Zecchinetta a uno dei protagonisti.

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